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 Scheda Principalis  
  Quondam et  nunc    

  


(Presentazione del diario o blog)
ad scripta mittenda:  freppuc@tin.it   -   ferdinando.reppucci@gmail.com

Questioni di Fede



Notizie e riflessioni su:
- preghiere e canti liturgici del culto cattolico
- recita del Santo Rosario
- devozioni e altre pratiche religiose
Sancta Missa in neapolitana ecclesia
- cronache varie di fede e chiesa
 http://messatridentinanapoli.wordpress.com 

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FEDE E FOLKLORE, a Napoli, il 19 settembre 2018

Festeggiamenti del 2018, per San Gennaro, non solo al Duomo e al centro storico, ma anche in altri quartieri.
Annualmente, nella parte collinare della città, tra i quartieri Vomero e Arenella, si ripete la processione serale del busto del Patrono di Napoli. 
Non va dimenticato che in collina, oltre alla parrocchia di "San Gennaro al Vomero", in via Bernini, abbiamo la Basilica di "San Gennaro ad Antignano", la quale vanta la vicinanza della memoria materiale di un passaggio storico del Vescovo Gennaro, martirizzato e santificato. 
Di qui la tradizione della processione del busto, vivificata immancabilmente da canti religiosi intermezzati da vari brani di accompagnamento della banda musicale e da sfavillanti e roboanti fuochi d'artificio.



Giunti in "Piazza degli Artisti", il busto del Santo viene portato con la sua impalcatura di legno nella Chiesa nuova dei Fiorentini, dai tanti confratelli della vicina Congregazione, fra scroscianti e lunghi applausi della folla di fedeli e non...
Tale rito si è concluso quest'anno con l'ascolto di  una delle tante possibili invocazioni, formulate dalla pietà dei fedeli, ben note alla parte più popolare - ma di certo, non meno colta - dei napoletani. Pertanto, questa volta, abbiamo potuto apprezzare una invocazione a San Gennaro, nel dialetto napoletano antico, ripetuta a memoria dal presidente della locale Unione Cattolica Operaia.

Ferdinando Reppucci

A metà del 1900

1943: un anno tra battaglie militari, combattimenti di civili, stragi di innocenti e, nel crepuscolo, l'epilogo tragico della guerra.
Dalla guerra al miracolo o boom economico.
Articoli.
-Documenti.

Filodrammatica

Filodrammatica per la vita: Raffaele Reppucci (1898-1969) 


Napoli, li 23 Novembre 2019
Saluto per la Compagnia teatrale "Raffaele Reppucci" di Lausdomini
Rappresentazione della commedia "Non ti pago" di Eduardo De Filippo 1940
●  Buonasera, è un piacere ritrovare anche questa volta le figure portanti della compagine che ha tenuto unito, per lunghi anni, un bel numero di persone con la passione del teatro. Ci riferiamo, in particolare, ad Antonio Cerciello e Ciro Esposito.
● Apprezziamo soprattutto che gli attori, il regista, il direttore artistico, hanno avuto tutti la capacità e la pazienza di crescere senza diventare mai velleitari: hanno misurato i loro passi iniziali, hanno sviluppato le loro doti di artisti con umiltà,  con perseveranza e tenacia, tanto da prodursi non più come i "dilettanti della filodrammatica" dei primi tempi, ma come interpreti di grande impegno di opere teatrali a tutto tondo.
● Siamo stasera qui, a Lausdomini, anche per ricordare la nascita del primo nucleo di aspiranti attori, riunito intorno a Raffaele Reppucci, che fu loro maestro. Eravamo agli inizi degli anni '50 del secolo scorso!
Sappiano le nuove reclute di questa compagnia teatrale e i gentili spettatori che i due primi attori di oggi, Antonio Cerciello e Ciro Esposito, sono stati tra i primi aspiranti attori, attenti ad apprendere l'arte della comunicazione su scena teatrale, qui, a Lausdomini, frequentando il nostro zio paterno, trasferitosi  - per poco tempo, si pensava erroneamente - con l'anziano padre e due sorelle a causa dei disastri della guerra.
Noi nipoti, adolescenti, eravamo in vacanza periodica a Lausdomini, ospiti dei pazientissimi e generosi zii; a loro volta essi erano ospiti in una parte dell'ampia residenza delle suore.
Quando, al rientro quotidiano del suo lavoro all'Aerfer di Pomigliano, lo zio riceveva il gruppetto di aspiranti attori, noi assistevamo ammirati di fronte all'interesse e al rispetto di quei giovanotti, avidi di imparare e riprodurre gli insegnamenti del dire, delle espressioni della mimica facciale, delle movenze dell'andatura e di tutto ciò che si animava sul palcoscenico, come spiegava il loro maestro di recitazione. 
Egli ha impresso per sempre nel cuore e nella mente dei ragazzi di quel tempo lo stimolo ad offrire con la recitazione un dono immateriale e fantastico agli spettatori,  i quali vengono così coinvolti o sconvolti nei loro sentimenti, secondo la vicenda messa in scena, interpretata dal regista ed impersonata dagli attori: essi devono metterci la loro faccia, la loro fatica e il loro cuore. Essi sanno che il loro compenso arriva con l'applauso finale, con la commozione del pubblico, con il sollievo di tante persone tribolate dalle vicende pesanti della vita reale.
Per Raffaele Reppucci essi potevano diventare veri attori, a condizione che, facendo ridere o facendo piangere, la loro recitazione suscitasse negli spettatori la funzione catartica, cioè l'epurazione dei mali dagli esseri umani.
Chi ha interesse a conoscere meglio, in qualche modo, la figura di Raffaele Reppucci, attore e regista teatrale tra il 1915 e i primi anni cinquanta, può leggere alcune schede che lo scrivente ha postato sotto la voce "filodrammatica" nel proprio blog www.efferrememoriamrerum.blogspot.com
◙  Non possiamo concludere senza riconoscere ed apprezzare la rigenerata "Compagnia teatrale "Raffaele Reppucci" di Lausdomini, proiettata in direzione di iniziative creative e solidali, anche in sinergia  con gli enti locali e le istituzioni scolastiche, nell'ambito dei progetti europei, a livello nazionale e regionale.
La compagnia teatrale Raffaele Reppucci potrebbe avere nel suo patrimonio di cultura teatrale, curato ed accresciuto nello spazio di decenni, per esempio, un "laboratorio teatrale" o una "scuola di recitazione" e tante altre attività sperimentate come congeniali a ciascuno dei componenti.
Ferdinando Reppucci
Nota per il Regista
In sala è presente una rappresentanza della famiglia di Raffaele Reppucci: due fratelli e una sorella, nipoti diretti, in quanto figli di Giovanni, fratello di Raffaele Reppucci.
Tra codesti, uno segue da alcuni decenni la nostra avventura ed oggi, trovandoci in una struttura scolastica, egli è presente a doppio titolo.
Il primo è quello che testimonia la continuità del segno di appartenenza familiare a colui che, a suo tempo, ha ben seminato, lasciando un'eredità spirituale e culturale. È con essa che noi viviamo questi appuntamenti annuali dello spettacolo teatrale che offriamo al pubblico; è con essa che abbiamo ereditato il nome della nostra compagnia teatrale "Raffaele Reppucci", che tiene da decenni alto il suo vessillo.
Il secondo titolo è dato dal fatto che la rappresentazione di oggi si svolge nell'auditorium di una struttura scolastica ed egli, da ispettore ministeriale del MIUR, ancorché a riposo, ma non inattivo, sente di rientrare nell'ambiente in cui è cresciuta la sua carriera professionale.
Orbene, il nipote del nostro Raffaele Reppucci, dott. Ferdinando Reppucci, dopo la data del pensionamento, ha dato la sua disponibilità all'Amministrazione centrale e periferica per eventuali interventi di sua competenza (vigilanza ispettiva sugli esami di stato, accertamenti sulla parità scolastica, accertamenti sui progetti europei, seminari sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, ecc.). Ora, allo stesso modo, egli pone a disposizione della Compagnia teatrale suoi eventuali pareri coerenti con le sue esperienze e competenze acquisite, in Italia e all'estero, in materia di formazione e di progettazione europea.



* * *
 AUDITORIUM TEATRO di SAVIANO
ANNO 2017

La Compagnia teatrale "Raffaele Reppucci"
di Marigliano

per la 13ª Rassegna Festival Città di Saviano 2017
ritorna al suo affezionato pubblico nelle serate di 

sabato 11 febbraio 2017, ore 20
 e domenica 12 febbraio 2017, ore 18

con

Avendo, potendo, pagando

di Di Maio - Taranto


Adattamento di Antonio Cerciello

Direzione scenica di Ciro Esposito

Regia di Antonio Cerciello

°°°°°°°
La rappresentazione rientra nel quadro delle attività dei 
Missionari della Divina Redenzione, presso la 
casa-famiglia e centro di formazione "Istituto Anselmi" di Marigliano, 
per dare continuità e piena realizzazione 
all'opera benemerita che fu voluta da Padre Arturo D'Onofrio.
°°°°°°°


Da parte dei nipoti di Raffaele Reppucci (1898-1969) va sempre il più vivo apprezzamento per la straordinaria costanza del lungo impegno assunto dalla compagnia teatrale che reca il nome del loro zio, tanto più se tale attività si coniuga con la benemerita opera educativa, sociale e morale della Comunità dell' "Istituto Anselmi" di Marigliano, voluta da Padre Arturo D'Onofrio.

Chi vuole approfondire il tema della filodrammatica e la storia di Raffaele Reppucci, attore e regista fin dal 1915, può cliccare sul link sottostante "continua a leggere"

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