Notizie e riflessioni su:
- preghiere e canti liturgici del culto cattolico
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- recita del Santo Rosario
- devozioni e altre pratiche religiose
- Sancta Missa in neapolitana ecclesia
- cronache varie di fede e chiesa
http://messatridentinanapoli.wordpress.com
Festeggiamenti del 2018, per San Gennaro, non solo al Duomo e al centro storico, ma anche in altri quartieri.
Annualmente, nella parte collinare della città, tra i quartieri Vomero e Arenella, si ripete la processione serale del busto del Patrono di Napoli.
Non va dimenticato che in collina, oltre alla parrocchia di "San Gennaro al Vomero", in via Bernini, abbiamo la Basilica di "San Gennaro ad Antignano", la quale vanta la vicinanza della memoria materiale di un passaggio storico del Vescovo Gennaro, martirizzato e santificato.
Di qui la tradizione della processione del busto, vivificata immancabilmente da canti religiosi intermezzati da vari brani di accompagnamento della banda musicale e da sfavillanti e roboanti fuochi d'artificio.
Giunti in "Piazza degli Artisti", il busto del Santo viene portato con la sua impalcatura di legno nella Chiesa nuova dei Fiorentini, dai tanti confratelli della vicina Congregazione, fra scroscianti e lunghi applausi della folla di fedeli e non...
- cronache varie di fede e chiesa
http://messatridentinanapoli.wordpress.com
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FEDE E FOLKLORE, a Napoli, il 19 settembre 2018Festeggiamenti del 2018, per San Gennaro, non solo al Duomo e al centro storico, ma anche in altri quartieri.
Annualmente, nella parte collinare della città, tra i quartieri Vomero e Arenella, si ripete la processione serale del busto del Patrono di Napoli.
Non va dimenticato che in collina, oltre alla parrocchia di "San Gennaro al Vomero", in via Bernini, abbiamo la Basilica di "San Gennaro ad Antignano", la quale vanta la vicinanza della memoria materiale di un passaggio storico del Vescovo Gennaro, martirizzato e santificato.
Di qui la tradizione della processione del busto, vivificata immancabilmente da canti religiosi intermezzati da vari brani di accompagnamento della banda musicale e da sfavillanti e roboanti fuochi d'artificio.
Giunti in "Piazza degli Artisti", il busto del Santo viene portato con la sua impalcatura di legno nella Chiesa nuova dei Fiorentini, dai tanti confratelli della vicina Congregazione, fra scroscianti e lunghi applausi della folla di fedeli e non...
Tale rito si è concluso quest'anno con l'ascolto di una delle tante possibili invocazioni, formulate dalla pietà dei fedeli, ben note alla parte più popolare - ma di certo, non meno colta - dei napoletani. Pertanto, questa volta, abbiamo potuto apprezzare una invocazione a San Gennaro, nel dialetto napoletano antico, ripetuta a memoria dal presidente della locale Unione Cattolica Operaia.
Ferdinando Reppucci
San Giuseppe ascolta l'Angelo e crederà in LUI.
È l'inizio della FEDE nel programma di Dio per l'uomo.
Questa è una delle tante icone - se ne vedono anche in rete - che stanno a significare l'ascolto e l'accettazione - da parte forse del primo Santo della Chiesa - di uno dei primi misteri che la nascita del cristianesimo chiede al credente di accettare. Si tratta dell'annuncio dell'incarnazione di Dio Figlio, per opera dello Spirito Santo.
Siamo di fronte al primo atto di Fede, difficile da accettare ieri, viepiù oggi, in tempi di scientismo dominante.
Ma la Fede, parafrasando qualche passo della Bibbia, richiamato da San Paolo, non è la giusta aspettativa e la realizzazione di cose sperate, ancorché non viste mai prima?
Forse anche il più razionalista degli scienziati - è una nostra modesta opinione -, inconsapevolmente, a modo suo, ha un'ipotesi, fondata su una sorta di fede, nella sua ricerca di realizzazioni di cose nuove, non già realizzate...
Dipinto esposto nella Basilica Pontificia di
San Gennaro ad Antignano - Napoli
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Avvertenza: non maiestatis,
sed modestiae nobis est pluralis…
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la Santa Messa secondo il Rito Romano Antico
Aggiornamenti per NAPOLI
Ins. 6 feb. 2014
Laudentur Iesus et Maria!
Cari Amici,
Vi segnalo le prossime celebrazioni secondo
l'Usus antiquior del Rito Romano nella Basilica di S. Paolo Maggiore
(piazza S. Gaetano, 79 - Napoli):
- 07 febbraio 2014 (I venerdì del mese), ore 18:40
S. Rosario, ore 19:00 S. Messa;
- domenica 09 c.m., ore 12:15 S. Messa, come ogni
domenica;
- martedì 11 c.m. (Festa di Nostra Signora di
Lourdes), ore 18: 40 S. Rosario, ore 19:00 S. Messa.
In unione di preghiera
In unione di preghiera
Riceviamo e partecipiamo agli amici la seguente missiva
Ins. 20 gen. 2014
Laudentur Iesus et Maria!
Cari Amici,
Vi comunico
che sabato prossimo, 25 gennaio 2014,
presso la Basilica di S. Paolo Maggiore
(piazza S. Gaetano 79 - Napoli), nella Cappella di S. Andrea Avellino, alle ore 19:00, sarà celebrata la S. Messa
tradizionale nella Festa della Conversione di S. Paolo, titolare della Chiesa.
L’ingresso è dal Santuario di San Gaetano.
Si ricorda altresì che la S. Messa in Rito Romano antico si celebra, nella medesima Basilica, ogni domenica e festa di precetto alle ore 12:15.
Si ricorda altresì che la S. Messa in Rito Romano antico si celebra, nella medesima Basilica, ogni domenica e festa di precetto alle ore 12:15.
In unione di
preghiera
In Cordibus
Iesu et Mariae
Mail firmata
Riceviamo e partecipiamo agli amici la seguente missiva Ins. 13 gen. 2014
Laudentur Iesus et Maria!
Cari Amici,
Vi comunico, qualora foste interessati, che domani, lunedì 13
gennaio 2014, Festa del Battesimo del Signore, alle ore 18:30, sarà celebrata
una S. Messa in Rito Romano antico presso la Basilica di S. Paolo Maggiore (via
Tribunali), nella Cappella di S. Andrea Avellino. L’accesso è dalla
cripta-santuario di S. Gaetano (piazza S. Gaetano 79).
Cordiali saluti
(lettera firmata)
Ins. 8 gen. 2014(lettera firmata)
Ultimissime dell'Epifania A.D. 2014, a Napoli:
Celebrazioni della Santa Messa secondo il "Rito romano antico", a Napoli.
Riceviamo e partecipiamo agli amici la seguente missiva
lunedì 6 gennaio 2014 23.14
Laudentur Iesus et Maria!
Cari Amici,
con grande gioia Vi comunico che, a partire da domenica prossima, 12 gennaio 2014, presso la Basilica di S. Paolo Maggiore (piazza S. Gaetano 79 - Napoli), la S. Messa in rito romano antico sarà celebrata ogni domenica e festa di precetto alle ore 12:15, e, come da accordi con i RR. PP. Teatini, anche in altre ricorrenze liturgiche che saranno comunicate di volta in volta.
con grande gioia Vi comunico che, a partire da domenica prossima, 12 gennaio 2014, presso la Basilica di S. Paolo Maggiore (piazza S. Gaetano 79 - Napoli), la S. Messa in rito romano antico sarà celebrata ogni domenica e festa di precetto alle ore 12:15, e, come da accordi con i RR. PP. Teatini, anche in altre ricorrenze liturgiche che saranno comunicate di volta in volta.
In unione di preghiera
In Cordibus Iesu et Mariae
(lettera firmata) In Cordibus Iesu et Mariae
Ins. 4 gen. 2014
Qualcuno più intransigente di noi, che perora la celebrazione della Santa Messa secondo il Rito Romano antico - altrimenti detta tridentina oppure di San Pio V -, vorrebbe forse che non la si definisse "messa in latino", così, tout court.
Chi legge con attenzione i nostri post si rende subito conto che dire "messa in latino" non significa che intendiamo operare una deminutio della questione in ordine al rapporto tra forma e sostanza, né tantomento riteniamo che gli altri non comprendano l'esistenza di un'identità di forma e sostanza nel culto religioso cattolico, come d'altronde si rileva, in linea generale, nel diritto.
La S. Messa "in latino"? È anche una questione di libertà di culto.
La S. Messa "in latino" a Napoli
Ins. 24.12.2013
Ci sono persone perseveranti negli impegni attraverso i quali testimoniano la loro Fede religiosa, che non desistono facilmente quando sono convinte di essere nel giusto, che si defilano con umiltà solo se sono fatte oggetto di lode.
Da tale genere di persone è tenuta viva la comunicazione riguardante la Messa tridentina a Napoli, di cui si ripropone il calendario minimo che sta sul guado tra i due anni 2013 e 2014.
S. Teresa degli Scalzi (via S. Teresa degli Scalzi - Napoli),
S. Messa cantata in Rito Romano antico, preceduta dalla
benedizione e dall'imposizione delle S. Ceneri.
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-24 dicembre 2012, ore 24:00 e 25 dicembre 2012, ore 12:00, saranno celebrate le
Ins. 24.12.2013
Ci sono persone perseveranti negli impegni attraverso i quali testimoniano la loro Fede religiosa, che non desistono facilmente quando sono convinte di essere nel giusto, che si defilano con umiltà solo se sono fatte oggetto di lode.
Da tale genere di persone è tenuta viva la comunicazione riguardante la Messa tridentina a Napoli, di cui si ripropone il calendario minimo che sta sul guado tra i due anni 2013 e 2014.
* * *
Riceviamo e partecipiamo agli amici la seguente missiva
Laudentur Iesus et Maria!
Laudentur Iesus et Maria!
* * *
In unione di preghiera
Laudentur Iesus et Maria!
Cari Amici,
Vi comunico date e orari delle SS. Messe in Rito Romano antico che saranno
celebrate presso la Basilica di S. Paolo Maggiore (piazza S. Gaetano 76-Napoli)
nel periodo natalizio fino all'Epifania:
·
22 dicembre 2013, IV Domenica d'Avvento, ore
12:15, S. Messa nella Cappella-Santuario di S. Gaetano Thiene, Compatrono di
Napoli, sull’Altare edificato al di sopra del sepolcro del Santo (l’accesso è
egualmente da piazza S. Gaetano, n. 79);
·
Mercoledì 25 dicembre 2013, Natale di Nostro Signore
Gesù Cristo, ore 10:30, S. Messa nella Cappella-Santuario di S. Gaetano
Thiene;
·
Giovedì 26 dicembre 2013, Festa di S. Stefano
Protomartire, ore 12:15, S. Messa nella Cappella di S. Andrea Avellino;
·
29 dicembre 2013, Domenica infra octavam
Nativitatis Domini, ore 12:15, S. Messa nella Cappella di S.
Andrea Avellino;
·
Mercoledì 01 gennaio 2014, Ottava del Natale di Nostro
Signore Gesù Cristo, ore 12:15, S. Messa nella Cappella di S. Andrea Avellino;
·
Domenica 05 gennaio 2014, Santissimo Nome di Gesù, ore
12:15, S. Messa nella Cappella di S. Andrea Avellino;
·
Lunedì 06 gennaio 2014, Epifania di Nostro Signore
Gesù Cristo, ore 12:15, S. Messa nella Cappella di S. Andrea Avellino.
In unione di
preghiera
In Cordibus
Iesu et Mariae A.S.S.
(lettera firmata)
Ins. 31.10.2013
“Il 2 novembre 2013, alle ore 18:30, presso la Chiesa di S. Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco (Via Tribunali 39 - Napoli), sarà celebrata una S. Messa cantata in Rito Romano antico in commemoratione omnium fidelium defunctorum.
Un Sacerdote sarà disponibile alle 18:00 per le Confessioni. Si ricorda
che, in tale data,è possibile lucrare l'indulgenza plenaria per le anime dei
soli defunti visitando una Chiesa, ricevendo i sacramenti della
Confessione e della Comunione e pregando secondo le intenzioni del Sommo
Pontefice.
Presso la Basilica
di S. Paolo Maggiore (piazza S.
Gaetano 76 - Napoli), la prima e la terza
domenica di ogni mese a partire
da novembre, alle ore
12.15, sarà celebrata la S. Messa in Rito Romano antico, su richiesta del coetus fidelium
"Sant'Andrea Avellino", in conformità con il motu
proprio «Summorum Pontificum» di Sua Santità Benedetto
XVI.
Il primo appuntamento sarà dunque
domenica 3 novembre 2013. Sono
disponibili Sacerdoti per le Confessioni. Le celebrazioni avranno luogo
nella cappella in cui S. Andrea Avellino morì il 10 novembre 1608 dopo aver
pronunziato le parole iniziali della S. Messa: "Introibo ad Altare Dei".
Si ringraziano i RR. PP. Teatini per la disponibilità ed accoglienza.
In unione di preghiera
In Cordibus Iesu et Mariae”
*********************************************
mercoledì 13 febbraio 2013, ore 17:00, presso la Chiesa di S. Teresa degli Scalzi (via S. Teresa degli Scalzi - Napoli),
S. Messa cantata in Rito Romano antico, preceduta dalla
benedizione e dall'imposizione delle S. Ceneri.
***************************************************
-24 dicembre 2012, ore 24:00 e 25 dicembre 2012, ore 12:00, saranno celebrate le
SS. Messe cantate, in Rito Romano antico, nella Chiesa di S. Teresa degli Scalzi,
Via S. Teresa degli Scalzi 36 -Napoli
-8 dicembre 2012 ore 18:00 - Chiesa Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco
La Messa in latino ?
È anche una questione di libertà di culto.
È anche una questione di libertà di culto.
INS. 09.01.2013
Consentire a chi preferisce o meglio "sente" di partecipare bene alla celebrazione della Santa Messa secondo il rito romano antico, in latino, è pregiudizialmente una questione di rispetto delle scelte degli altri e di libertà.
Non si può essere Cattolici e osteggiare il diverso sentire di tanti che si immergono nel significato profondo del rito, e forse perché cercano il contatto con il Signore che adorano in maniera più intima e discreta rispetto a chi sente di doversi inserire in una coralità "moderna", che non è forse meno meccanica e meno distratta o distraente di quel che si vuole immaginare delle antiche forme di partecipazione.
Bisogna ricordare che le scelte non sono alternative ed esclusive l'una dell'altra, perché il Concilio Vaticano II (Sacrosanctum Concilium), pur indirizzando verso le innovazioni che ha giudicato favorevoli ai tempi, non ha assolutamente bandito il rito romano antico.
Forse qui vale la pena consigliare la lettura di qualche opera esemplificativa sul senso della partecipazione alla sacra liturgia:
1) LA MESSA E L'OFFICIO STRAPAZZATI, dell'elevato, del dotto, del chiaro, del semplice, del pratico, del grande Sant'Alfonso Maria de' Liguori;
2) COME ANDARE A MESSA E NON PERDERE LA FEDE, del dotto, nostro contemporaneo, Mons. Nicola Bux, Consultore della Sacra Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti.
Le polemiche e i punti di vista diversi non mancano.
Se fossimo tutti perfetti e senza differenze di opinione, non avremmo bisogno di alcuna aspettativa, neanche dall'Alto; insomma, non avremmo bisogno di Fede!
a cura di Ferdinando Reppucci
a cura di Ferdinando Reppucci
* * *
LA SANTA MESSA SOLENNE secondo il RITO ROMANO ANTICO a NAPOLI
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Celebrazioni della Santa Messa solenne in rito romano antico a Napoli, nel 2012
- 12 maggio, ore 17.30, sabato, Chiesa di S.Maria delle Anime del Purgatorio
ad Arco; celebrante, Mons. Bux.
- 22 giugno 2012, sabato, Chiesa di San Ferdinando di Palazzo; celebrante, Mons. Nicola Bux.
- 2 novembre 2012, ore 17, venerdì, Chiesa di S.Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco; celebrante, Don Joseph Luzuy.
Post 7.12.2012
Soltanto oggi, alle ore 23 abbiamo letto una mail , inviata ieri, giovedì 6 dicembre 2012 -ore 19.30-, e , grazie allo zelo del nostro amico, abbiamo appreso che "Ave Maria! ... Mons. Marco Agostini, Cerimoniere Pontificio, oltre a celebrare la S. Messa solenne in Rito Romano antico il giorno 8 dicembre, ore 18:00, presso la Chiesa di S. Maria delle anime del Purgatorio ad Arco (via Tribunali 39, Napoli), celebrerà anche la S. Messa cantata in Rito Romano antico il giorno 9 dicembre, ore 12:00, presso la Chiesa di S. Teresa degli Scalzi (via S. Teresa degli Scalzi 36, Napoli, nei pressi del Museo Nazionale)...Laudentur Iesus et Maria! "
Post 29.11.2012
Da un amico solerte -come sempre- abbiamo appena avuto notizia della celebrazione della Santa Messa solenne in rito romano antico nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via Tribunali, n.39, sabato 8 dicembre 2012, alle ore 18:00. Officiante è Mons. Marco Agostino, Cerimoniere Pontificio; il coro è quello delle Suore Francescane dell'Immacolata, diretto dal M° Sr. Cecilia Manelli.
Post 31.10.2012
ad Arco; celebrante, Mons. Bux.
- 22 giugno 2012, sabato, Chiesa di San Ferdinando di Palazzo; celebrante, Mons. Nicola Bux.
- 2 novembre 2012, ore 17, venerdì, Chiesa di S.Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco; celebrante, Don Joseph Luzuy.
- 24 dicembre 2012, ore 24:00 e 25 dicembre 2012, ore 12:00, saranno celebrate le
SS. Messe cantate, in Rito Romano antico, nella Chiesa di S. Teresa degli Scalzi,
Via S. Teresa degli Scalzi 36, in Napoli
Post 23.12.2012
Oggi, 23 dicembre, alle ore 21, abbiamo appreso il calendario delle celebrazioni natalizie, che si terranno nella Chiesa di Santa Teresa degli Scalzi, in via S. Teresa degli Scalzi 36, in Napoli
Soltanto oggi, alle ore 23 abbiamo letto una mail , inviata ieri, giovedì 6 dicembre 2012 -ore 19.30-, e , grazie allo zelo del nostro amico, abbiamo appreso che "Ave Maria! ... Mons. Marco Agostini, Cerimoniere Pontificio, oltre a celebrare la S. Messa solenne in Rito Romano antico il giorno 8 dicembre, ore 18:00, presso la Chiesa di S. Maria delle anime del Purgatorio ad Arco (via Tribunali 39, Napoli), celebrerà anche la S. Messa cantata in Rito Romano antico il giorno 9 dicembre, ore 12:00, presso la Chiesa di S. Teresa degli Scalzi (via S. Teresa degli Scalzi 36, Napoli, nei pressi del Museo Nazionale)...Laudentur Iesus et Maria! "
Post 29.11.2012
Da un amico solerte -come sempre- abbiamo appena avuto notizia della celebrazione della Santa Messa solenne in rito romano antico nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via Tribunali, n.39, sabato 8 dicembre 2012, alle ore 18:00. Officiante è Mons. Marco Agostino, Cerimoniere Pontificio; il coro è quello delle Suore Francescane dell'Immacolata, diretto dal M° Sr. Cecilia Manelli.
Post 31.10.2012
S.Messa cantata in Rito Romano Antico,
in commemoratione omnium fidelium defunctorum,
preceduta dalla recita del S. Rosario alle ore 17:30.
È altresì possibile, prima della S. Messa, confessarsi.
È altresì possibile, prima della S. Messa, confessarsi.
Il canto è a cura del coro delle Suore Francescane dell'Immacolata di Napoli.
"Dibattito sulla Messa in latino" (1)
a cura di Ferdinando Reppucci
a cura di Ferdinando Reppucci
Con la ripresa, la diffusione e la frequentazione- gradatamente aumentata nel tempo - della S. Messa celebrata secondo il “Rito romano antico”, si rinvengono anzitutto due questioni, dibattute sia tra i laici, sia nel clero. Una prima riguarda la forma della liturgia antica, della quale si critica la posizione del celebrante, che è rivolto all’altare, proiettato verso l’alto, verso il Crocifisso dominante sull’altare stesso, con sequenze scandite possibilmente dal canto gregoriano. Una seconda riguarda l’uso del latino, con cui il celebrante interloquisce anche con i fedeli, ma essenzialmente egli è rivolto alla Divinità: si critica la scarsa partecipazione dei fedeli a causa della scarsa comprensione della comunicazione.
Vedremo in una successiva pagina di riflessione, con il supporto dei più opportuni riferimenti logici, storici e dottrinari, che la polemica scatenata si fa carico di falsi problemi, sia per la questione linguistica, sia per quella del rituale.
Basterà leggere il testo della Lettera Apostolica Motu Proprio data Summorum Pontificum – S.S. Benedetto P.P. XVI – del 30 aprile 2011 (http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_commissions/ecclsdei/documents/rc_com_ecclsdei_doc_20110430_istr-universae-ecclesiae_it.html), facendo riferimento, ovviamente alla Costituzione della Sacra Liturgia, Sacrosanctum Concilium del 4 dicembre 1963.
Deve fare molto riflettere il fatto che, tra i fedeli partecipi e sostenitori del rito antico, aumentino di numero i giovani; tra i più anziani e meno anziani, non mancano tanti che per altri versanti sono tutt’altro che tradizionalisti. Tale trasversalità tocca non solo i laici, ma anche il clero, dove pure si hanno posizioni diversificate, tra prelati e parroci o semplici sacerdoti. Naturalmente, la particolare vena polemica di taluni sacerdoti “progressisti”, contrari all’antico rito, che utilizzano anche la rete per dare battaglia contro presunti nemici della Fede, risalta di più, ma potrebbe solo configurare il fumus di una loro posizione preconcetta.
Grande plauso meritano quei rappresentanti della Chiesa, i quali, coraggiosamente impegnati anche nel sociale, talvolta si esprimono pubblicamente con veemenza, a buon diritto, perché perorano con l’ira del giusto la causa degli ultimi.
Dispiace invece quando sacerdoti resisi benemeriti per atti di coraggio e solidarietà in tante situazioni umanamente difficili, di fronte poi a questioni che non sono né politiche, né sociali, né dei diritti materiali della gente, appaiono dimenticare che la Chiesa insegna - tra le virtù del cristiano - la temperanza, la tolleranza e l’accoglienza, soprattutto se ci si riferisce ai diversi modi di essere di ogni creatura umana e all’esigenza di interiorità della persona. Perché essere ostili alla richiesta di potere scegliere la forma del pregare, naturalmente tra quelle sancite dalla Chiesa?
In fondo, negli oppositori al rito antico qualcosa non è chiaro, se non addirittura contraddittorio. Da parte di persone che si propongono libertarie su tutti i fronti, si manifesta una non accettazione, fortemente critica - che può avere l’aspetto dell’intolleranza -, quasi un’ostinata volontà di conculcare il diritto degli altri alla libertà di culto.
È incredibile, ma anche per la questione della “messa in latino” sembra che emerga l’intolleranza tipica di alcune ideologie, erroneamente ritenute, da qualche parte, finite con il secolo scorso.
Bisogna dire che la "Lettera Apostolica in forma di Motu proprio" del Papa Benedetto XVI, con ispirata saggezza e chiarezza, ha illuminato e sciolto il nodo della “continuità-discontinuità” su cui si sono schierati prelati di opposte interpretazioni, non prive di dolore per la Chiesa. Nonostante ciò, non si vede perché non dovrebbe essere consentito, a chi lo sceglie liberamente, di seguire il rito, collaudato nei secoli, restando nella Chiesa. Si tratta di rispondere ad una esigenza interiore, di rapportarsi al Divino in modo diverso, più intimistico, meno distraente verso l’esterno, restando nei canoni della Chiesa.
Non si può ritenere di liquidare la questione della “messa in latino” come un fenomeno tenuto in piedi solo da uno sparuto gruppetto di nostalgici, stigmatizzati anche sulla rete come “alienati”, purtroppo, da qualche esponente del clero.
Non solo in Italia, ma in Europa e altrove i gruppi rappresentano miriadi di fedeli. Non è questione né di desiderio di latino, né di paramenti antichi, né di incensi: è questione di favorire l’intima emozione che si ha, chiudendo le orecchie al chiasso delle parole, per sentire la Parola.
Post 30.10.2012
A Napoli, nella storica Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, ogni sabato pomeriggio,
alle ore 18, si può partecipare alla S.Messa solenne, secondo il Rito Romano Antico
N.B. Da qualche settimana abbiamo letto l'avviso esposto alla porta di ingresso della Chiesa di San Ferdinando che la S. Messa celebrata secondo il Rito Romano Antico è spostata
dal sabato alla domenica, sempre alle ore 18:00.
Quando c’era la “Messa in latino”
a cura di Ferdinando Reppucci
In incontri più o meno recenti abbiamo scoperto che persone a noi note -ed altre non conosciute prima-, zelano la celebrazione della messa in latino, cioè, come più compiutamente si dovrebbe dire, quella secondo il rito di San Pio V, così come è stata celebrata fino al 1969.
Post 30.10.2012
A Napoli, nella storica Chiesa di San Ferdinando di Palazzo, ogni sabato pomeriggio,
alle ore 18, si può partecipare alla S.Messa solenne, secondo il Rito Romano Antico
N.B. Da qualche settimana abbiamo letto l'avviso esposto alla porta di ingresso della Chiesa di San Ferdinando che la S. Messa celebrata secondo il Rito Romano Antico è spostata
dal sabato alla domenica, sempre alle ore 18:00.
Post 10.05.2012
La Santa Messa solenne in rito romano antico a Napoli
a cura di Ferdinando Reppucci
Prendiamo spunto dalla espansione a Napoli della Santa Messa officiata nel rito romano antico, per proporre una brevissima nota che possa caratterizzare ciascuna delle tre chiese tra le più famose, come templi sacri, sia della religione, sia dell’arte. Parliamo delle chiese di “San Ferdinando”, dei “Gerolamini” e di “Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco”.
Prendiamo spunto dalla espansione a Napoli della Santa Messa officiata nel rito romano antico, per proporre una brevissima nota che possa caratterizzare ciascuna delle tre chiese tra le più famose, come templi sacri, sia della religione, sia dell’arte. Parliamo delle chiese di “San Ferdinando”, dei “Gerolamini” e di “Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco”.
Nella chiesa di San Ferdinando di Palazzo è ormai tradizione consolidata quella della celebrazione della Santa Messa solenne secondo il rito romano antico, la quale è programmata per il sabato, alle ore 18.
La chiesa, che è parte integrante della Reale Arciconfraternita di Nostra Signora dei Sette Dolori, si apre sulla centralissima piazza, tra Palazzo Reale-Teatro San Carlo, Piazza del Plebiscito e il termine di via Toledo, e prendeva nome da San Ferdinando, appunto, denominata poi piazza Trieste e Trento, per ricordare l’acquisizione dei territori e di quelle due belle città, a seguito della 1ª guerra mondiale. La chiesa è conosciuta anche come la chiesa degli artisti.
È però da precisare che il riferimento agli artisti non è dovuto solo al fatto che in quel tempio sono stati celebrati i funerali di molti di loro (per noi che siamo stati testimoni di tali eventi, sono ricordevoli quelli di Totò, di Nino Taranto e di tanti altri, artisti del canto, del teatro o del cinema), ma è dovuto anche alle frequentazioni di personaggi famosi dello spettacolo, entrati sovente nel tempio della preghiera in forma umile e riservata.
Non possiamo negare che, dopo le necessarie riflessioni, abbiamo apprezzato che il Cardinale Crescenzio Sepe abbia elaborato in maniera originale il concetto del Giubileo per Napoli, rendendolo funzionale alla diversità e alla complessità dei bisogni del territorio metropolitano e delle anime che lo popolano. Infatti, nel dicembre del 2011, dopo avere innestato il Giubileo in taluni punti significativi della città di Napoli – da Porta Nolana a piazza dei Martiri -, grazie a quella curvatura intenzionale egli ha potuto celebrare anche il Giubileo degli artisti, proprio nella chiesa di San Ferdinando, in nome di Totò..
Oltre alla figlia di Totò, Liliana De Curtis - la quale ha voluto partecipare alla cerimonia, ancorché toccata dalla perdita della figlia Diana, finita all’inizio dello stesso mese di dicembre, per un male incurabile, come riferito anche da qualche testata giornalistica (cfr. la Republica) -, ha fatto cordiale accoglienza al Cardinale Sepe una qualificata presenza di personaggi dello spettacolo di oggi.
Molto sommariamente ricordiamo che hanno messo il loro ingegno al servizio della costruzione e dell’abbellimento della Chiesa di San Ferdinando, artisti del calibro di Cosimo Fanzago, Giovan Giacomo Di Conforto, Lorenzo e Domenico Antonio Vaccaro, Luca Giordano e il suo discepolo De Matteis, Tito Angelini, il Fracanzano e, in particolare, per la tela raffigurante San Ferdinando, sull’altare maggiore, il Mandarelli.
Un’altra chiesa, in cui si è affermata la celebrazione solenne della messa nel rito romano antico, è quella dei Padri Oratoriani (Procura Generalis Confoederationis Oratorii Sancti Philippi Nerii) o Padri Filippini, meglio nota come chiesa dei Gerolamini. Grazie all’iniziativa personale del Padre Preposito, Don Sandro, la celebrazione della Santa Messa solenne secondo il rito romano antico è programmata per il giovedì, alle ore 17.
La chiesa dei Gerolamini offre la sua bella facciata marmorea, ancora biancheggiante, come sfondo dell’omonima piazza in via dei Tribunali. Essa, con un singolare impianto basilicale, è parte di un complesso conventuale di strutture architettoniche che, articolate in chiostri e cappelle, finiscono per avere, con l’Oratorio dell’Assunta, un secondo accesso, laterale rispetto alla chiesa, su via Duomo, proprio di fronte alla Cattedrale.
Anche qui sono presenti diffusamente non solo gli artisti autori dell’opera architettonica del complesso, né soltanto gli autori delle sculture o degli affreschi posti in opera nel corso della edificazione e dell’abbellimento dei muri, delle cupole, dei portali o degli altari, bensì sono presenti anche gli artisti autori delle tele raccolte nella storica quadreria, che impreziosisce, con la storica biblioteca, il patrimonio del complesso conventuale. Ricordiamo velocemente, tra progettisti-architetti, scultori e pittori i nomi di Ferdinando Fuga, Dionisio e Jacopo Lazzari, Dionisio Nencioni di Bartolomeo, Giovan Battista Benaschi, Luca Giordano, Francesco Solimena, Guido Reni, Cosimo Fanzago, Giuseppe Sammartino, Camillo Guerra, Pietro Bernini e molti altri.
Degna di menzione ci pare la presenza della tomba del grande filosofo napoletano Giambattista Vico, il quale lasciò par la biblioteca del convento le prime edizioni delle sue opere.
La terza chiesa cui è rivolta la nostra attenzione in questi giorni è quella di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, al numero civico 39 di via dei Tribunali, il decumano centrale, che portava a quella che fu l’agorà greca, divenuta poi il centro dell’urbs romana (oggi piazza San Paolo, con le due monumentali chiese di San Paolo Maggiore, sul versante nord della stessa piazza, e San Lorenzo, sul versante sud della medesima strada, nello slargo che apre la cosiddetta “discesa dei pastori”, alias, la via di San Gregorio armeno).
Qui la Santa Messa solenne secondo il rito romano antico è programmata per il 2 novembre ogni anno, ed è celebrata anche in occasioni varie, come la prossima di sabato 12 maggio 2012, alle ore 17 e 30.
La chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, grazie anche all’iniziativa della celebrazione della S. Messa nel rito romano, dopo il lungo periodo di affievolimento o quasi silenzio liturgico in cui è caduta da troppo tempo, recupererà sicuramente l’attenzione dei fedeli anche per la suggestività artistica del tempio. In chiesa ci si reca innanzi tutto per pregare; ma, nelle chiese come questa, ad onta della inadeguata cura dell’ambiente, l’atmosfera e la scenografia artistica conciliano il necessario raccoglimento dello spirito in preghiera. Anche qui sono da ricordare la presenza di capolavori che hanno la paternità di artisti quali Luca Giordano, Andrea Vaccaro, Massimo Stanzione, Andrea Falcone, Giovan Giacomo di Conforto, Guido Reni e molti altri.
Infine, se interessa, c’è da visitare l’ipogeo, che è stato determinante per la funzione che ha avuto nei secoli scorsi, non meno di quello dei Gerolamini o quello delle ”Fontanelle”, per la frequenza dei devoti scesi a pregare dinanzi a teschi rischiarati dai lumini votivi. Alcuni di quei teschi anonimi hanno recuperato dei nomi, magari in funzione di una leggendaria assistenza, dispensatrice di grazie, attribuita dalla tradizione popolare all’anima purgante. Non sono mancati gli ex voto di ringraziamento per grazia ricevuta. Tali ipogei o cripte, nel corso dei secoli, hanno avuto anche la funzione di rifugio persistente o riparo occasionale, soprattutto in tempi di guerra.
Come si vede, tutte e tre le chiese sono centralissime, nel cuore della Napoli pre-cristiana. In esse non solo il cattolico praticante, ma anche il non credente riconoscerà l’intreccio della storia religiosa con la storia delle istituzioni civili e politiche dei luoghi, e, non ultima, la storia dell’arte. Infatti, già il visitare soltanto le predette tre chiese significherà per molti conoscere de visu e “toccare con mano” le opere di illustri architetti, scultori e pittori – essenzialmente del seicento napoletano- e capire perché è doveroso che i loro nomi restino incisi sulle targhe delle vie e delle piazze di Napoli.
(1) In tempi più recenti, la celebrazione della messa in latino nella Chiesa di S. Ferdinando è stata programmata per la domenica, alle ore 18.
Post. 12.05.2012
a cura di Ferdinando Reppucci
La Santa Messa solenne secondo il rito romano antico
Una guida alla celebrazione della messa in latino nelle varie regioni d’Italia, secondo il rito romano antico, è reperibile in rete (consultare, tra gli altri, il sito www.messainlatino.it ), dove sono indicati i luoghi, le chiese, i giorni e gli orari delle celebrazioni, in Italia e all’estero.
Sono numerosi coloro che si pongono una serie di quesiti, partendo da quello pregiudiziale per loro: ad quid, cui prodest? Cioè, a che cosa serve o giova? A chi interessa?
Codesto quesito riceve un propellente ragionativo diverso da persona a persona. Nella fattispecie, le ragioni hanno il fine di chiarire – prima a chi se le pone- se, per caso, a questa sorta di ritorno al passato non sia sotteso uno schieramento di ideologia politico-sociale iniettata e recepita dalla Chiesa cattolica. Una tale conclusione sarebbe immediatamente discriminante e inaccettabile per qualsiasi cultura religiosa, in particolare per quella cristiana.
Intanto, per sgomberare subito il campo da ogni possibile equivoco, è dimostrabile che tra chi propugna la messa in latino ci sono anziani e giovani, uomini e donne, persone di diverso orientamento politico.
In mezzo possiamo trovarci qualche agnostico, che si accosta forse come spettatore della questione, ma, di certo, carico di quella curiositas intelligente, che non dà subito da vedere, senza assunzione con se stesso o con altri di alcun impegno di adesione a qualsivoglia verità.
Alla fine ci può essere anche chi attende e sentirà l’avvertimento interiore che fa scattare la consapevolezza di ciò che è vero e giusto per aderire ad un rito che è fuori da ogni presunta moda.
La politica della Chiesa oggi, storicamente lontana dalla politica del potere terreno, è ispirata semmai alla sua dottrina sociale, che a sua volta fa riferimento ai valori prìncipi della carità-amore-del-prossimo, della giustizia e della solidarietà.
Al di là di tali chiarimenti, dagli gli scettici vengono altre domande:
- è fruttuosa la partecipazione ad una liturgia che si esprime in una lingua ormai lontana dalla comprensione di molti?
- non è vero che la messa era “ascoltata” dai fedeli passivamente, spesso nell’incomprensione dei significati e con la pratica recitativa di tipo meccanico delle varie invocazioni-preghiere?
- quale destino infine hanno avuto nell’Aldilà tutte le anime dei fedeli che ci hanno preceduto praticando siffatte preghiere e litanie incomprensibili perché in latino? Esse si sono salvate o si sono perdute?
Alla fine ci si chiede: perché e in quale momento storico la Chiesa ha dato impulso all’attuale rito, coinvolgendo nella svolta aspetti interiori ed esteriori della pratica liturgica? Anche la struttura del tempio, come possiamo constatare, ha subìto un cambiamento a dir poco radicale.
Noi le risposte le abbiamo, ancorché non esaustive, per noi stessi. Per gli altri e dagli altri aspettiamo le risposte di chi è pronto a ragionare sulla certezza che dalla tradizione possano venire anche stimoli per il progresso spirituale della società.
A NAPOLI
NELLA CHIESA DI SAN FERDINANDO
LA SANTA MESSA
CELEBRATA SECONDO IL RITO ROMANO ANTICO
In particolare, grazie alla puntuale informazione di qualche amico molto devoto e attento, possiamo dire che
sabato, 23 giugno 2012, alle ore 18.00 nella Chiesa di S. Ferdinando, in piazza Trieste e Trento, a Napoli,
Mons. Nicola Bux
celebrerà la Santa Messa cantata, nel rito romano antico, in vigilia nativitatis Sancti Ioannis Baptistae.
Canterà il coro delle Suore Francescane dell'Immacolata.
Siamo sicuri che si ripeterà la stessa affluenza di fedeli che fu registrata sabato 12 maggio u.s. nella Chiesa di Santa Maria delle Anime del Purgatorio ad Arco, in via Tribunali.
Anche allora la Santa Messa fu celebrata da Mons. Bux.
Sottolineiamo ancora una volta il fatto che è ormai esperienza consolidata quella di un gruppo nutrito e convinto di persone, le quali ascoltano la Santa Messa in latino, secondo il rito romano antico, ogni sabato pomeriggio, nella bella e mai adeguatamente valorizzata chiesa di San Ferdinando di Palazzo.
Il nostro amico ci informa anche di un’altra bella occasione per chi crede nella preghiera più sentita, quella che dall’intimo va direttamente in Alto: “ogni domenica, presso la Chiesa di S. Teresa degli Scalzi (via S. Teresa degli Scalzi, Napoli), alle ore 09:00, si celebra la S. Messa in rito romano antico, a cura dei Francescani dell'Immacolata, Frati e Suore”.
Quando c’era la “Messa in latino”
a cura di Ferdinando Reppucci
In incontri più o meno recenti abbiamo scoperto che persone a noi note -ed altre non conosciute prima-, zelano la celebrazione della messa in latino, cioè, come più compiutamente si dovrebbe dire, quella secondo il rito di San Pio V, così come è stata celebrata fino al 1969.
Riscoprire la "messa in latino" significa ritornare alla prima educazione di tanti cattolici, i quali, fino alla fine degli anni sessanta del secolo scorso, partecipavano tranquillamente alla celebrazione della messa, fruendone in maniera più o meno fruttuosa o difettosa, in effetti, in modo del tutto analogo a come può avvenire oggi, e contrariamente a come si potrebbe pensare di primo acchito.
Noi siamo convinti che non sono le lingue nazionali a garantire la riuscita della comunicazione, tutta interiore, con il Dio rivelato dal cristianesimo.
La prima e più ricorrente osservazione è la seguente: la messa in latino non era comprensibile per la maggior parte delle persone, quindi era poco partecipata, e favoriva, per giunta, la distrazione dal rito. Il fatto, poi, che il sacerdote fosse rivolto all'altare, con le spalle ai fedeli, determinava una esclusione dei partecipanti al rito, soprattutto nella sua fase più qualificante, che è quello della consacrazione e della transustanziazione dell'ostia. Secondo gli innovatori, anche la balaustrata, delimitante il coro-presbiterio-abside, era ancora un residuo della iconòstasi, la grande barriera istoriata, che separava il celebrante nel presbiterio dai fedeli nella navata della chiesa.
Noi non siamo i primi e non saremo gli ultimi a riflettere su un tema che desta grande attenzione, e non solo tra i cattolici. Per chi non riesce a sfogliare le numerose opere stampate sul nostro tema, sarà forse più agevole passare in rassegna i tanti siti e blog presenti nel web. Se non si vuole cercare con i motori di ricerca più attrezzati a tale scopo, ecco qualche link:
http://www.cityrumors.it/teramo/cronaca/silvi-messa-latino-38869.html
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