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A metà del 1900

1943: un anno tra battaglie militari, combattimenti di civili, stragi di innocenti e, nel crepuscolo, l'epilogo tragico della guerra.
Dalla guerra al miracolo o boom economico.
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1943: 
un anno tra battaglie militari, combattimenti 
di civili, stragi di innocenti e, nel crepuscolo, l'epilogo tragico della guerra.

 Post. 23.09.2011
...Una data . . . tanti eventi . . .
Il 23 Settembre 1943 è una data significativa di diversi eventi del secolo scorso. La seconda guerra mondiale diventava sempre più drammaticamente pesante per gli italiani, disorientati e divisi, esposti agli errori di valutazione dell’opportunità -se non della giustezza- di uno schieramento bellico della nazione. Di lì a un paio di anni circa, il conflitto internazionale tra i paesi liberali e socialisti e il nazifascismo pose gli italiani gli uni contro gli altri armati, con i tragici fatti delle guerre interne, fratricide, come tutte le guerre civili.
23 settembre 1943: data di due segni opposti nella volontà di riscatto.
In una parte d’Italia i tedeschi cercavano di strappare beni e ricchezze di un popolo, spogliandolo anche delle memorie scritte – pensiamo al nefasto incendio dei fondi archivistici di Napoli, inutilmente portati fuori città, a san Paolo Belsito, presso Nola. I rastrellamenti e l’eliminazione degli italiani, i quali, in qualche modo, contrastavano la necessaria ritirata germanica culminarono con inutili e orrendi misfatti, come l’orribile eccidio delle “fosse ardeatine” e la fucilazione del napoletano Salvo D’Acquisto, innocente, immolatosi, per salvare altri civili innocenti, ben degno della canonizzazione intrapresa dalla Chiesa.
In un’altra parte d’Italia, lontani dal prendere coscienza degli errori di valutazione fatti dai vertici governativi e militari sulla guerra, sul suo avvio e sul suo andamento al fianco dei tedeschi, altri italiani dettero vita –breve, in vero- alla Repubblica Sociale Italiana (o di Salò). Essi credevano di impedire la caduta della patria in mano ad altri invasori, ormai prevalenti, presentati come liberatori, in particolare gli angloamericani.     Non fu facile e rapido capire, non solo da parte delle popolazioni civili e delle istituzioni, e, ancor peggio, da parte di quelle militari che l’alleato della prima ora, il tedesco, era divenuto l’invasore, quindi il nemico. Pensiamo ai dubbi e alle contraddizioni di coloro che ricevevano direttive e impartivano ordini ai nostri militari, con conseguenze tragiche, sul suolo italiano e fuori, come, ad esempio, a Cefalonia, come ha spesso ricordato, tra gli altri, uno dei reduci, scomparso di recente, a Napoli, Alfredo Reppucci. 
http://www.cefalonia.it/Il_Reduce_Alfredo_Reppucci_racconta....html

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Cronaca minima: 23 Settembre 1943
Una diciassettenne, ha il permesso di recarsi da Gorizia a Gradisca d’Isonzo. Quello stesso giorno, in altra parte d’Italia, a circa ottocento chilometri da Gorizia, a Napoli, tra i bombardamenti dei liberatori americani e le cannonate non meno tremende delle contraerei tedesche, piazzate anche a poca distanza dalle case, nasce un bambino.
Quella giovinetta non poteva immaginare che quel permesso sarebbe giunto, dopo una dozzina di lustri - circa sessant'anni - nelle mani di quel bambino che, quello stesso giorno, in altra parte d'Italia, sotto i bombardamenti, nasceva per essere poi, tra l’altro, il padre della sposa di uno dei suoi tre figliuoli!                
   
 
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Dal 23 settembre 1943  al  23 settembre 1968.
Il giorno del venticinquesimo anniversario del martirio di Salvo D'Acquisto, coincidente anche con il venticinquesimo compleanno di chi scrive, lasciava questa terra l'anima del religioso che più abbiamo sentito vicino alle nostre vicende familiari e personali.
All'alba del 23 settembre del 1968, nel convento di San Giovanni Rotondo, avviene il Transito di Padre Pio da Pietrelcina.
Per la Chiesa cattolica nasce alla vita celeste San Pio da Pietrelcina.
Noi ne riparliamo ancora in altre memorie di questo blog...


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La guerra è finita. L'Italia è incoraggiata e aiutata in tutti i modi nella ripresa della normalità.
Le ferite della guerra sono profonde e non si rimarginano facilmente. Sopravanzano rancori e rimorsi, voglia di voltare pagina e dimenticare: tutti gli atteggiamenti assunti per reazione al disastro, causato dagli eccessi della guerra, proprio nella sua fase terminale, devono alla fine trovare nello spirito di solidarietà la voglia di ricostruire strutture e infrastrutture, nella prospettiva di dare il domani ai giovanissimi. Questi ultimi sono spesso, in un certo numero, ancora storditi dalle sirene del coprifuoco, dal rombo dei motori degli aerei, dai ripetuti schianti esplosivi delle bombe, sganciate proprio dagli alleati dell'ultima ora. Non era del tutto cancellata dalla memoria dei vecchi e dei bambini  l'eco di quel finale tragico suonato da un'orchestra sinfonica disumana...E questo, per sollecitare la ritirata dei tedeschi dal centro-sud, poi dal nord della penisola, e infine ridurre alla ragione gli ultimi italiani, ostinatamente fascisti!
La speranza non è morta, ma la ripresa è dura.
Le grandi città saranno aiutate per prime a risollevarsi dalle macerie: i bombardamenti - a centinaia - di Milano o di Roma o di Napoli non sono state carezze. Tali ricordi tristi ritornano con varie riprese in queste pagine del nostro blog, ma gli spazi non saranno mai sufficienti per esprimere tutta la tristezza di quello storico epilogo. 
Prima di aprire la mente ai ricordi della guerra, ci conforta fermarci su uno dei più modesti e pur sempre eloquenti musei della guerra, allestito con semplicità di risorse materiali in un paesello tranquillo, oggi, ma non conosciuto abbastanza in quei tempi da tanta altra parte d'Italia, in quanto anche la povera gente del posto si vide esposta ai rischi delle violenze e della barbarie della soldataglia, divenuta così per il terrore della fine di cui non si conoscevano i caratteri. Non lontano era la linea Gustav su cui si erano attestate le milizie tedesche. Non lontano erano le milizie francesi, le cui file erano costituite da tanti giovani che perdettero la vita in quei paraggi e nella piana sottostante di Venafro furono raccolti e sepolti. Non lontano si erge Montecassino con il suo monastero bombardato e sconquassato dalle bombe. Anche quello divenne il cimitero multinazionale di tanti giovani che da remoti paesi si erano arruolati per la difficile causa della ripresa di una prospettiva di vita diversa per l'Italia, come per l'Europa e per il mondo intero. 
Filignano (IS): Museo storico militare - Esposizione di due cannoni (2ª guerra mondiale)
post in lavorazione
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ins. 23.12.2013     

Di fronte alla grande mole di materiale iconografico esistente sul tema della seconda guerra mondiale, in tutte le nostre città e in tante località, di mare come di terra, abbiamo preferito scattare personalmente alcune foto a quello che viene definito dal cartello di ingresso "MUSEO STORICO MILITARE" di Filignano, in provincia di Isernia. 
Sulla rete è stato immesso anche un video interessante, nel quale sono illustrati vari relitti o reperti bellici dell'ultimo conflitto mondiale: dalle bombe alle cartucciere con i proiettili, dalle bombe a mano alle mine anticarro, dai cannoni, alle pistole, alle mitraglie e ai fucili e gli elmetti. 
Tutti quegli oggetti sono stati raccolti negli anni, ripuliti, ordinati e resi disponibili per chi voglia ripassare per un poco le drammatiche vicende che coinvolsero Filignano e tanti altri paesi circostanti, fino ad arrivare a Cassino, nel braccio di ferro tra gli alleati - in particolare i francesi, dei quali i molti caduti furono sepolti, appunto, nel cimitero francese di Venafro - e i nazisti.
Si tratta di quel braccio di forza che gli alleati, in particolare l'armata francese, dovette imporsi ai nazisti per spezzare la famigerata linea Gustav.
Per rendere l'idea di quale sia stata la durata della raccolta del materiale di cui parliamo, si consideri che nel 1980 - anno in cui conoscemmo Filignano - ancora si ritrovavano alcuni degli oggetti sopra evocati, sia nelle cantine, sia nei sottotetti delle case abbandonate dopo il disastro della guerra e la disperata condizione di indigenza che fece emigrare tante famiglie...(continua nel prossimo ins. post)
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Sul frontespizio della pagina e qui di seguito, qualche immagine esterna del "MUSEO STORICO MILITARE" di Filignano (IS)